Ciak si gira!


Giornata di Primavera 2014” nel centro storico di Navelli (AQ) – Backstage

 

il troppo storpia

Il troppo stroppia


Se quanto riferito da un rappresentante di una realtà locale attraverso una nota indirizzata al Sindaco di #Navelli corrisponde al vero, e sinceramente non vedo i motivi per dubitarne, sarebbe di una gravità tale da dover indurre il primo cittadino a rimuovere immediatamente dal suo incarico l’assessore interessato mettendo così fine ad un macroscopico “conflitto d’interesse”.

Non basta l’utilizzo gratuito degli spazi e locali comunali, a cominciare dalla sede, oltre al patrocinio e all’appoggio economico, per non parlare della concessione in comodato d’uso di una intera struttura nella frazione di Civitaretenga per l’esercizio di attività economiche senza la possibilità di alcun tipo di controllo su di esse da parte del concedente, adesso anche la gestione di beni immobili di proprietà del Comune? A quale titolo?

Il troppo è troppo.

Stop

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Incontro cordiale e proficuo


Si è svolto lo scorso 16 luglio presso la Prefettura di L’Aquila l’incontro richiesto dal gruppo di “Svolta Democratica” per riferire della situazione esistente nel Comune di Navelli in particolare sul fronte dei rapporti istituzionali con l’Amministrazione, una situazione che va avanti da ormai quattro anni a causa della sistematica contravvenzione delle principali regole democratiche e, dunque, del mancato riconoscimento del ruolo dell’opposizione.

Un incontro cordiale e proficuo nonché per noi molto importante nel corso del quale ci siamo soffermati sulla evidente volontà dell’Amministrazione di non metterci nelle condizioni di poter svolgere il nostro compito di controllo della gestione della cosa pubblica. Il mancato rispetto dei regolamenti e delle norme, le mancate risposte alle interrogazioni e alle richieste, così pure la mancata consegna di atti ufficiali, sono purtroppo soltanto alcuni degli aspetti di un sistema antidemocratico di potere molto più complesso che, proprio per questo, suscita forti preoccupazioni.

appello al prefetto articolo il centro - Copia

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Dubbi & perplessità


Se ad una semplice richiesta di chiarimenti sui lavori post #terremoto di adeguamento e/o di miglioramento sismico (perché nemmeno questo s’è capito bene) della scuola elementare e materna di #Navelli, il Provveditore alle OO.PP. non risponde, il Capo Dipartimento per lo Sviluppo delle economie territoriali non risponde, il Sindaco tace (come al solito), idem il Vicesindaco (nonostante spesso e volentieri intervenga in sua vece), risultando quest’ultimo per altro assente a tutte le deliberazioni di giunta riguardanti l’approvazione dei progetti (preliminare ed esecutivo), soltanto l’Ufficio Speciale per la #Ricostruzione dei Comuni del #Cratere ha comunicato la disponibilità a fornire i chiarimenti presso la propria sede alla presenza del Sindaco (dunque per le vie brevi anziché attraverso una nota ufficiale), allora vorrà dire che sarà qualcun altro a toglierci ogni dubbio e perplessità.
#scuolesupersicure

BERLINGUER_VELTRONI_LAQUILA - Copia

“Quando c’era #Berlinguer” a #Laquila


Martedì 15 luglio ore 18.00 a L’Aquila
presso l’Auditorium Carispaq “E. Sericchi” – Complesso Strinella 88, viale Pescara
Programma:
o
re 18.00 incontro con l’On. Walter Veltroni
ore 19.30 aperitivo cenato
ore 20.30 proiezione dell’omonimo film di Walter Veltroni

 

Quando c’era Berlinguer è il racconto di una delle figure politiche italiane più amate – l’unico leader comunista dell’Occidente che riuscì a far votare il suo partito da un cittadino su tre. E’ il racconto di un decennio di storia italiana.
È un modo per riannodare i fili della memoria, con la nostalgia di una politica fatta di passione sincera e di partecipazione popolare, per riflettere sull’eredità dell’esperienza di Berlinguer e su quegli anni cruciali di storia italiana.

navelli villaggio map

‘cca nisciuno è fesso!


ISTRUZIONI. Come fare per avere assegnato uno dei #MAP liberi durante i lavori di ristrutturazione post #terremoto del proprio aggregato a #Navelli? Basta prendere la residenza in una delle abitazioni classificate di categoria “A” ricomprese nell’aggregato oggetto dei lavori. Anche se si possiede un’altra abitazione, magari già ristrutturata, in un altro comune del #cratere e si è percepito il contributo dell’autonoma sistemazione.

 

 

A distanza di un anno all’incirca dall’approvazione, da parte della sola maggioranza in Consiglio comunale, di un regolamento illegittimo sull’uso dei #MAP liberi (i Moduli Abitativi Provvisori realizzati per far fronte all’emergenza abitativa determinatasi a seguito del #terremoto #Laquila), tant’è che il bando con i relativi criteri per l’assegnazione in locazione degli stessi non è mai stato pubblicato, con deliberazione n. 25 del 03.06.2014 la Giunta comunale di #Navelli ha deciso di assegnare tali MAP ai cittadini aventi diritto, ovvero residenti (anche dopo la data del 6 aprile 2009) in abitazioni classificate di categoria “A” ricomprese in aggregati edilizi in ristrutturazione, esprimendo apposita direttiva al Responsabile dell’Ufficio Tecnico che comprendesse tra le altre cose un avviso pubblico rivolto ai soggetti interessati.
Al di là della #legittimità degli atti che dovrà essere valutata dagli organi preposti, se gli unici assegnatari sono risultati essere consiglieri comunali e loro parenti, avendone fatta formale richiesta subito dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico, è lecito pensare che l’Amministrazione comunale abbia assunto tale decisione per venire incontro alle esigenze di determinate persone?

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repetita iuvant - Copia - Copia

Repetita iuvant


 

La sottoscritta Gina Balduin Mongiardo, residente (periodicamente in estate) nell’alto borgo da ben quarant’anni, torna a chiedere (repetita iuvant) almeno dopo il grave terremoto che ha ulteriormente aggravato la situazione delle vecchie casette medioevali…

 

 

Archivio storico


Oltre 11.000 euro per il riordino, inventariazione e informatizzazione e 9.680 euro per il trasferimento dall’ex Convento di Sant’Antonio, nella frazione di #Civitaretenga (dove era stato collocato a seguito del #terremoto che ha reso inagibile la sede municipale), ad un sotterraneo del Palazzo De Roccis a #Navelli (2,7 km, 4 min), nel quale, da un’apertura sopra la porta, si scorgono diversi faldoni ammassati su una scaffalatura metallica. Premesso che l’intervento archivistico effettuato non prevedeva un trasferimento in una sede diversa dai “locali ristrutturati e agibili dell’ex Convento di Sant’Antonio” di cui quelli occupati dall’archivio sarebbero stati “in tutto circa quaranta metri quadrati”, avrebbero avuto “una ventilazione grazie alla presenza di piccole finestre” e “una buona illuminazione artificiale”, chissà se l’ambiente attuale risponde alle esigenze di conservazione del materiale.

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Dicasi rilascio documentazione


“Gli atti inerenti la procedura espropriativa delle aree interessate dalla realizzazione dei Moduli Abitativi Provvisori (MAP)” a seguito del #terremoto, oggetto della mia richiesta, altro non sono che l’elenco delle particelle catastali interessate dalla realizzazione dei #MAP e dalle connesse opere di urbanizzazione e servizi, per ottenere il quale dovrei rivolgermi all’Ufficio Centralizzato Espropri in #Laquila “in quanto operativamente responsabile della procedura espropriativa”. Eppure soltanto due mesi fa il Consiglio comunale di #Navelli ha prorogato di due anni i termini previsti per l’espletamento di dette procedure mentre lo stesso Ufficio Tecnico Comunale sta in questi giorni emettendo i provvedimenti di liquidazione delle #indennità di #occupazione e di #esproprio. E’ bene ricordare, inoltre, che le proposte in merito all’individuazione e localizzazione delle aree in questione, complete dei piani particellari di esproprio, sono state formulate dai sindaci dei comuni del #cratere interessati, gli stessi che hanno effettuato l’accesso alle aree ai fini della redazione dello stato di consistenza e dell’immissione nel possesso dal giorno 21 luglio 2009. Dalla documentazione finora in nostro possesso emerge che alcune delle particelle catastali inizialmente individuate con il decreto n. 13 del Commissario delegato 20 luglio 2009 (in numero di 37), non sarebbero risultate utili (circa 7) mentre gran parte di esse (almeno 30) sarebbero risultate essere parzialmente utili e pertanto si sarebbe proceduto al loro frazionamento al fine di separare la parte utile per la locazione dei MAP e la realizzazione delle opere connesse di urbanizzazione da quella non più utile. Per tutte va comunque corrisposta l’indennità di occupazione.

accesso atti espropri

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“Navelli, appello dell’opposizione al prefetto”


 

Peggio del Burundi

 

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accesso atti

«Il Comune di Navelli peggio del Burundi»


«Minoranza messa all’angolo. Il capogruppo di Svolta Democratica chiede un incontro con Alecci. La mancata possibilità di visionare atti amministrativi, la causa».

«Nella giornata odierna ho inviato una richiesta di incontro urgente al Prefetto di L’Aquila dottor Francesco Alecci per rappresentare di persona le continue violazioni dei più elementari principi di democrazia e di rispetto per il ruolo della minoranza, derivanti dall’atteggiamento assunto costantemente dall’amministrazione e dagli uffici comunali di Navelli in relazione alle ordinarie e legittime prerogative dei consiglieri di opposizione, come la mancata possibilità di avere visione o copia degli atti amministrativi o il mancato riscontro di diverse interrogazioni con risposta scritta». Così, in una nota, il Capogruppo del gruppo consiliare ‘Svolta Democratica’, Gaetano Cantalini.

Non è più tollerabile l’azione scientemente attuata, in quattro anni ormai, da un’amministrazione irrispettosa delle norme giuridiche amministrativa della giunta nonché di imbavagliare l’informazione e la democrazia ostacolando in ogni modo la conoscenza degli atti. Risale soltanto a qualche giorni fa l’ultimo diniego, espresso questa volta dal segretario comunale, ad un’istanza d’accesso ad una nota di chiarimenti del Sindaco al Prefetto di L’Aquila sulla mancata pubblicazione di documenti prodotti in una seduta consiliare convocata per discutere in merito al procedimento penale che ha visto coinvolti lo scorso anno il Sindaco stesso, l’ex Sindaco Paolo Federico, attuale Vicesindaco, e alcuni tecnici comunali per il reato di abuso d’ufficio nell’ambito dell’attività connessa alla ricostruzione post sisma.

27 giugno 2014 - via il capoluogo | «Il Comune di Navelli peggio del Burundi»

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pagina facebok comune di navelli

Uso improprio


Sono sempre più frequenti le irregolarità riguardo l’uso del sito del Comune di #Navelli (e pagina facebook) da parte dell’Amministrazione. In varie occasioni il media istituzionale è stato e continua ad essere utilizzato in maniera discriminante, come organo di informazione e di propaganda della maggioranza, nonché per screditare in maniera faziosa l’operato dell’opposizione, alla quale non è consentito usufruire di tale mezzo, i cui costi sono sostenuti da tutti i cittadini.
L’abuso di un mezzo democratico, trasformato in strumento di prevaricazione dei diritti della minoranza, non solo lede la libertà democratica di espressione e di libero ed egualitario accesso alle informazioni da parte dei cittadini, ma rappresenta un tradimento del principio di trasparenza, così come viene sancito dal Decreto legislativo n. 33 del 14 marzo 2013, oltre una possibile violazione della legislazione in materia di informazione e pubblicazione delle pubbliche amministrazioni.

sito internet comune navelli

«Ricostruzione: cinque anni, un piano “farlocco”»


 

Navelli – Per il Gruppo Consiliare “SVOLTA DEMOCRATICA” Gaetano Cantalini scrive: “Per l’Amministrazione comunale di Navelli che di fatto è la stessa da oltre quindici anni, è sempre colpa degli altri. Se il centro storico cade a pezzi giorno dopo giorno è colpa dei cittadini che nel passato hanno abbandonato le proprie abitazioni, sebbene costretti per ovvie ragioni. E’ colpa delle amministrazioni precedenti che “poco o nulla hanno fatto per mantenerlo integro” ed è colpa delle “persone che hanno trafugato coppi, portali, imbotti in pietra per utilizzarli nella costruzione di nuove abitazioni o per venderli al migliore offerente”. Se nel crollo di uno dei tanti edifici che da decenni sono abbandonati e pericolanti nella parte più degradata del borgo antico, verificatosi lo scorso 14 giugno, qualcuno disgraziatamente ci avesse lasciato la pelle, magari sarebbe stata pure colpa della minoranza che in quattro anni non ha mai portato in Consiglio comunale la situazione del centro storico.
Ma, al di là dei soliti rimpalli di responsabilità, ciò che profondamente indigna è la protervia con la quale l’Amministrazione comunale promette, ancora una volta, di recuperarlo e valorizzarlo con un piano di ricostruzione post sisma, costato la bellezza di 237.000 euro all’Università di Parma, avendo collaborato col Comune alla sua redazione, ed atteso dai cittadini per lunghi cinque anni per rivelarsi alla fine un autentico farlocco.
Qualcuno dovrà spiegare, per esempio, perché nel piano di ricostruzione del centro storico di Navelli, che ha ottenuto, tra l’altro, il “nulla osta” dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere, l’edificio crollato qualche giorno fa risulti classificato dai tecnici dell’Università di Parma di categoria “E”, ovvero inagibile dal terremoto, nonostante fosse diroccato da diversi anni. Qualcuno dovrà spiegare, altresì, perché nel piano di ricostruzione, approvato in variante agli strumenti urbanistici vigenti, come da accordo di programma sottoscritto in data 8 agosto 2013 tra il Comune e la Provincia dell’Aquila, risultino danneggiate dal sisma e da sostituire le reti dei sottoservizi (rete idrica, fognaria e del gas) lungo vie che sono state oggetto di interventi di rifacimento della pavimentazione dopo il terremoto; perché edifici di proprietà comunale agibili di categoria “A”, utilizzati tutto l’anno, necessitino di importanti interventi “volti alla riparazione dei danni sismici strutturali” oppure perché immobili, sempre di proprietà comunale, sebbene già ristrutturati con fondi pubblici e donazioni private, risultino inagibili di categoria “E”. Qualcuno dovrà spiegare ancora per quale ragione edifici che da anni sono fatiscenti e pericolanti, sia isolati che in aggregati, risultino nel piano di ricostruzione classificati dall’Università di Parma inagibili di categoria “E” o addirittura temporaneamente inagibili di categoria “B”, ovvero agibili con provvedimenti di pronto intervento; perché isolati in gran parte fatiscenti risultino classificati anch’essi dall’Università temporaneamente inagibili di categoria “B”; edifici classificati sempre dall’Università diruti ed inagibili di categoria “E”, già ristrutturati dopo il sisma, sebbene ricompresi in aggregati edilizi obbligatori, siano considerati nel piano di ricostruzione ancora tali; immobili ad uso non abitativo fatiscenti, come pagliai, magazzini e altro, situati ai margini del centro storico, siano classificati di rilevante pregio storico architettonico mentre abitazioni oggettivamente di rilevante pregio storico architettonico non siano state riconosciute tali; edifici provvisti di tetto e solaio siano stati classificati diruti e quelli senza tetto e solaio risultino inagibili di categoria E o anche temporaneamente inagibili di categoria “B”; edifici dotati di scheda AEDES risultino classificati dall’Università di Parma con esito di agibilità diverso. Vogliamo sapere, inoltre, perché sono stati concessi in locazione edifici di proprietà comunale che risultano classificati dall’Università inagibili di categoria “B” e ricompresi in aggregati edilizi individuati a seguito dell’Accordo di Programma sottoscritto con la Provincia di L’Aquila e perché sono stati effettuati interventi di riparazione su alcuni edifici classificati di categoria “B” senza la formazione di aggregati. Qualcuno dovrà spiegare, infine, se è possibile costituire consorzi tra proprietari di immobili ricompresi in aggregati edilizi che nel piano di ricostruzione risultano separati e distinti”.
20 giugno 2014

via Ricostruzione: cinque anni, un piano “farlocco” | InAbruzzo.com

Leggi pure “Navelli: «5 anni d’attesa per un piano di ricostruzione farlocco»

Piano di ricostruzione navelli articolo il centro

 “Navelli, accuse al piano di ricostruzione” – Il Centro, 21 giugno 2014

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Il centro storico di #Navelli (AQ) come Pompei


Gaetano Cantalini:

 

crolli navelli articolo il centro

“Nuovo crollo a #Navelli, è scontro” – Il Centro, 16 giugno 2014

crolli navelli articolo il tempo

“Nuovi crolli nel centro storico a cinque anni dal terremoto” – Il Tempo, 16 giugno 2014

Originally posted on Il Blog di Gaetano Cantalini:

 

navelli crollo centro storico

Il centro storico di Navelli è agonizzante. All’alba di ieri un ennesimo crollo ha interessato un edificio da anni abbandonato e pericolante nella parte più degradata del borgo antico. Un altro pezzo di storia che si è dissolto nel nulla per incuria e colpevole dimenticanza di chi nei decenni passati avrebbe dovuto garantire non solo la conservazione della memoria collettiva ma anche la pubblica incolumità. Un altro edificio svanito per sempre mentre molti altri si incamminano sulla stessa strada, essendo avviluppati in un degrado che ha raggiunto ormai livelli elevati, e tutto ciò nella totale indifferenza delle istituzioni verso un patrimonio di così inestimabile valore che potrebbe ancora rappresentare un vero e proprio volano di sviluppo non soltanto del paese ma dell’intero territorio circostante. E, invece, oltre le chiacchiere di politici ed amministratori, si rilevano solo incuria ed abbandono. Altro che qualifica di borgo più bello d’Italia attribuita…

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navelli

Al Sindaco di #Navelli


Attraverso una nota consegnata nella mattinata di ieri, la minoranza ha voluto ribadire al Sindaco #Navelli la propria disponibilità ad un confronto sul tema della #ricostruzione post #terremoto dei centri storici e su altri temi di particolare interesse per la cittadinanza purché avvenga nella sede preposta, ovvero il Consiglio comunale, affinché della discussione resti traccia in un verbale.

disponibilità confronto

crollo centro storico navelli

Il centro storico di #Navelli (AQ) come Pompei


 

navelli crollo centro storico

Il centro storico di Navelli è agonizzante. All’alba di ieri un ennesimo crollo ha interessato un edificio da anni abbandonato e pericolante nella parte più degradata del borgo antico. Un altro pezzo di storia che si è dissolto nel nulla per incuria e colpevole dimenticanza di chi nei decenni passati avrebbe dovuto garantire non solo la conservazione della memoria collettiva ma anche la pubblica incolumità. Un altro edificio svanito per sempre mentre molti altri si incamminano sulla stessa strada, essendo avviluppati in un degrado che ha raggiunto ormai livelli elevati, e tutto ciò nella totale indifferenza delle istituzioni verso un patrimonio di così inestimabile valore che potrebbe ancora rappresentare un vero e proprio volano di sviluppo non soltanto del paese ma dell’intero territorio circostante. E, invece, oltre le chiacchiere di politici ed amministratori, si rilevano solo incuria ed abbandono. Altro che qualifica di borgo più bello d’Italia attribuita nel 2008 al centro storico di Navelli con l’ingresso del Comune nel club de “I Borghi più Belli d’Italia” senza tuttavia possedere tutti i requisiti necessari, specialmente in termini di integrità del tessuto urbano e di servizi al cittadino. Altro che progetti di recupero e di valorizzazione del centro storico, come quello presentato alla cittadinanza in pompa magna nel 2002, quando era governatore della Regione Abruzzo l’on. Giovanni Pace, navellese d’adozione, e mai attuato. Altro che piano di ricostruzione, redatto dal Comune in collaborazione con l’Università degli Studi di Parma a seguito del sisma del 2009, dove l’edificio crollato risulta classificato dai tecnici della stessa Università di categoria “E” mentre altri edifici contigui, facenti parte di un isolato da anni quasi interamente fatiscente, sono stati valutati addirittura inagibili di categoria “B”, ovvero agibili con provvedimenti di pronto intervento.

Ora il tempo, che sappiamo scorrere inesorabile, secondo dopo secondo, presenta il conto fatto, purtroppo, di crolli e tanta ma tanta amarezza.

via Il centro storico di Navelli (AQ) come Pompei - L’Impronta

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Centro storico di #Navelli, un’altra Pompei


Ennesimo crollo nel centro storico di #Navelli, uno de “I Borghi più Belli d’Italia“, avvenuto intorno alle ore 6.30 di oggi.
Ciò che il  #terremoto non ha distrutto, per assurdo lo sta facendo l’indifferenza umana.
Luciano D’Alfonso, Stefania Pezzopane, Pierpaolo Pietrucci, vi prego, facciamo qualcosa. Non consentiamo che un patrimonio di inestimabile valore vada perduto per sempre.

 

posta

“#Navelli, mobilitazione per salvare l’ufficio postale”


 “Mi preme rivolgere un sentito ringraziamento alla senatrice Stefania Pezzopane per essersi immediatamente attivata contro la chiusura dell’Ufficio Recapiti di Navelli rivolgendosi, attraverso una lettera, al direttore della filiale aquilana di Poste Italiane, Luciano Tola, affinché venga ricercata una soluzione condivisa al problema che non penalizzi ulteriormente i cittadini di un intero territorio, ovvero quello ricompreso tra la Valle del Tirino e Campo Imperatore, oltre alla Piana di Navelli e la Valle Subequana, ai quali altrimenti non sarebbero più garantiti i servizi essenziali, e tenga conto delle difficoltà a cui andrebbero incontro i portalettere a seguito di un eventuale accentramento del servizio in altra sede, essendo tutti residenti nei Comuni appartenenti al suddetto territorio. La senatrice ha annunciato anche la presentazione a breve di un’interrogazione parlamentare “per sollecitare il Ministro a scongiurare la chiusura e il ridimensionamento dei servizi postali soprattutto nei comuni montani e poco collegati con i centri maggiori”.

Voglio ringraziare altresì per l’interessamento il consigliere provinciale Fabrizio D’Alessandro e, non ultimo, il neo eletto consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci, del quale è risaputo il forte impegno per lo sviluppo e la valorizzazione delle aree interne che con il nuovo governatore Luciano D’Alfonso si tradurrà senza alcun dubbio in azioni concrete a sostegno dei nostri piccoli comuni.”

articolo chiusura poste navelli

“Il Centro”, 13.06.2014

via Navelli, mobilitazione per salvare l’ufficio postale – il Centro dal 2003.it

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Chiusura ufficio recapiti di Navelli


Gaetano Cantalini:

CONTRO LA CHIUSURA INTERVIENE LA SENATRICE STEFANIA PEZZOPANE

L’Aquila, 11 giugno 2014

POSTE NAVELLI: PEZZOPANE SCRIVE AL DIRETTORE DI FILIALE AQ LUCIANO TOLA, PER SCONGIURARE CHIUSURA. “A BREVE INTERROGAZIONE”
“Ho ricevuto di recente numerose segnalazioni, tra cui anche quelle di alcuni sindaci, amministratori del territorio e consiglieri comunali, provinciali e regionali, tra cui Gaetano Cantalini, Fabrizio D’Alessandro e Pierpaolo Pietrucci, sull’imminente cessazione del servizio di recapito posta nel comune di Navelli e in altri comuni della Piana e della Valle Subequana, serviti sempre dal medesimo centro di smistamento.
Una scelta che penalizzerebbe ulteriormente i comuni delle zone interne e i cittadini di queste aree, ai quali non sarebbero più garantiti servizi essenziali”.
È l’incipit di una lettera che la senatrice Stefania Pezzopane scrive al direttore della filiale aquilana di Poste italiane, Luciano Tola, sull’imminente ridimensionamento dell’ufficio postale di Navelli.
“Se continua la politica di ridimensionamento e taglio dei servizi, si favorisce la decrescita demografica e l’abbandono di questi comuni, già rischio spopolamento, senza considerare i disagi a cui sarebbe sottoposta la popolazione più anziana, costretta a servirsi dell’Ufficio postale dell’Aquila, se i servizi venissero accentrati nel capoluogo, come si teme.
Mi auguro che a breve voglia favorire un’occasione di incontro, per cercare di individuare una soluzione di compromesso che tenga conto, come già è accaduto in passato, sia delle necessità dell’azienda che quelle dei cittadini. Mi auguro che anche in questo caso prevalga il buon senso.
Ad ogni modo- conclude la senatrice- interverrò a breve con un’interrogazione parlamentare per sollecitare il Ministro a scongiurare la chiusura e il ridimensionamento dei servizi postali soprattutto nei comuni montani e poco collegati con i centri maggiori”.

CHIUSURA POSTE NAVELLI

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NAVELLI – Intervengono in massa i sindaci dell’Aquilano per scongiurare la chiusura estiva degli uffici postali. E scrivono alle istituzioni, partendo dal premier Matteo Renzi. 

“In seguito alla notizia dell’intenzione di Poste Italiane di procedere alla chiusura dell’Ufficio Recapiti di Navelli si vuole evidenziare e portare all’attenzione di chi di dovere l’importanza che tale ufficio riveste non solo per il Comune di Navelli ma anche e soprattutto per un vasto territorio che va dalla Valle del Tirino all’alta montagna di Campo Imperatore ricomprendendo l’intera Piana di Navelli e la Valle Subequana”, si legge in una nota diffusa dal sindaco di Navelli, Paola Di Iorio.

“Si fa presente che tale ufficio – afferma – che oggi occupa sette portalettere e un responsabile, è situato in una…

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poste navelli

Chiusura ufficio recapiti di Navelli


 

NAVELLI – Intervengono in massa i sindaci dell’Aquilano per scongiurare la chiusura estiva degli uffici postali. E scrivono alle istituzioni, partendo dal premier Matteo Renzi. 

“In seguito alla notizia dell’intenzione di Poste Italiane di procedere alla chiusura dell’Ufficio Recapiti di Navelli si vuole evidenziare e portare all’attenzione di chi di dovere l’importanza che tale ufficio riveste non solo per il Comune di Navelli ma anche e soprattutto per un vasto territorio che va dalla Valle del Tirino all’alta montagna di Campo Imperatore ricomprendendo l’intera Piana di Navelli e la Valle Subequana”, si legge in una nota diffusa dal sindaco di Navelli, Paola Di Iorio.

“Si fa presente che tale ufficio – afferma – che oggi occupa sette portalettere e un responsabile, è situato in una posizione centrale rispetto ai paesi afferenti ai suddetti territori ed è ubicato in uno stabile di proprietà di Poste Italiane, idoneo e recentemente ulteriormente adeguato a svolgere la suddetta funzione. L’accentramento presso gli Uffici dell’Aquila creerebbe notevoli disagi innanzitutto per il servizio di recapito ma anche di organizzazione e di economicità del servizio e, non ultimo, costituirebbe notevole difficoltà per i lavoratori che sono tutti residenti in questo territorio”.

“Molti sindaci – prosegue la nota – già nei mesi scorsi hanno manifestato il loro disappunto relativamente al funzionamento del servizio in quanto l’esiguo numero di personale non riesce ad ottemperare in maniera soddisfacente all’espletamento del servizio. Basti pensare che spesso il recapito di una lettera raccomandata o prioritaria all’interno di un territorio comunale impiega anche 15 giorni  per raggiungere il destinatario”.

I sindaci dei Comuni di Navelli, Collepietro, San Benedetto in Perillis, San Pio delle Camere, Prata d’Ansidonia, Carapelle Calvisio, Castel Vecchio Calvisio, Santo Stefano di Sessanio, Calascio, Castel del Monte, Caporciano, Fagnano Alto, Fontecchio, Tione degli Abruzzi, Acciano, Capestrano, Ofena, Villa Santa Lucia unitamente alle e organizzazioni sindacali di categoria nelle prossime ore porteranno  “la problematica all’attenzione del presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, del governatore della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, del presidente della Provincia Antonio Del Corvo, del Prefetto dell’Aquila Francesco Alecci e dell’amministratore delegato di Poste Italiane Francesco Caio affinché venga revocata una decisione presa unilateralmente e scongiurato, quindi, un ulteriore disagio che sicuramente si ripercuoterà negativamente su tutto le comunità interessate, anzi, chiederanno di potenziare  e migliorare il servizio esistente e rivedere la riorganizzazione degli sportelli che in molti comuni  restano aperti soltanto uno o due giorni a settimana con notevoli disagi per la collettività”.

via POSTE: CHIUSURA ESTIVA NELL’AQUILANO, SINDACI SCRIVONO A RENZI Abruzzo Web Quotidiano on line per l’Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

quisquilie

#quisquilie


«Interviene il Vicesindaco affermando che le contestazioni del consigliere Troiani sono quisquilie rispetto alla rilevanza della vicenda. Riepiloga di nuovo le varie fasi processuali (dopo quattro anni di silenzi) ed evidenzia che, già nel #giudizio civile (forse quello instaurato presso il Tribunale di #LAquila di cui al n. R.G. 841/2003 e cioè durante la sua Amministrazione?), si palesava la sconfitta del Comune in base alla perizia del CTU Ing. Magrì (perché dopo la #sentenza del Consilio di Stato del 2001?) e che, nel successivo giudizio dinanzi al #TAR (forse quello che ha annullato il provvedimento di esproprio emanato nel 1999 e cioè durante la sua #Amministrazione?), c’è stata di nuovo la soccombenza dell’Ente (e perché nel frattempo non si è mai cercato formalmente un accordo anche extragiudiziario?). Legge, poi, il passaggio della sentenza del TAR #Abruzzo 1060/2013 in cui viene evidenziata la responsabilità del Comune (e già). Dichiara inoltre che, all’esito dei consulti avuti con l’Avv. Ludovici, lo stesso ha sconsigliato l’Amministrazione di andare avanti (meglio tardi che mai), dopo venti anni di processi (giustappunto), con un giudizio di appello e con ulteriore aggravio delle spese legali a carico dell’Ente (forse che ci volevano vent’anni per capirlo?). Ribadisce che, poiché il Comune è risultato pienamente soccombente, si è deciso di dare esecuzione alla sentenza del TAR (deo grazias!) procedendo, secondo le indicazioni in essa contenute, prima al tentativo di accordo con la controparte, (e ci voleva una sentenza passata in giudicato per farlo?) e poi all’eventuale acquisizione sanante. Afferma, poi, che a #Navelli è fatto notorio (a chi?) che i fratelli Santucci non hanno mai manifestato una vera disponibilità ad un accordo, chiedendo sempre cifre enormi (ma dove risulta?), perciò si è reso necessario passare all’acquisizione sanate ai sensi dell’art. 42bis del T.U. espropri (pure veggenti!!!). Precisa che, in ogni caso, l’attuale Amministrazione è in una botte di ferro, poiché la responsabilità ricade tutta su Amministrazioni precedenti (quali???). L’attuale Amministrazione, ritenendo che in ulteriori gradi di giudizio il Comune sarebbe rimasto sempre soccombente e sarebbe stato costretto a pagare molti più soldi (a proposito a quanto ammontano complessivamente le spese legali?), ha deciso di dare esecuzione alla sentenza del Tar, (dopo la decisione assunta dall’attuale Amministrazione con D.G.C. n. 44 del 29.06.2011 di resistere in giudizio per la difesa delle ragioni addotte dall’Ente nel giudizio civile?), nella consapevolezza che, grazie alla sana gestione realizzata (ben sapendo che prima o poi sarebbe arrivato il conto), si può far fronte al debito fuori bilancio (ovviamente  a spese dei cittadini)che ne deriva e che, in mancanza dell’acquisizione sanante, la nomina di un Commissario ad acta comporterebbe spese ancora più ingenti per il Comune (ma che bravi!).
Il consigliere Troiani chiede al Vicesindaco di indicare i nomi dei componenti dell’Amministrazione del 1993. Il Vicesindaco risponde che a lui non interessa, oggi, fare processi (ma la responsabilità non era delle Amministrazioni precedenti???) agli amministratori dell’epoca (quale epoca?), ma che vuole solo sottolineare che nessuna responsabilità è addebitabile all’attuale Amministrazione comunale (ma alle precedenti si?)
Verbale D.C.C. n. 8 del 15.05.2014

#quisquilie #piedediporco #chiacchiericcio #eiopago #regalo

 

Palazzo Santucci Navelli

Nessun atto dovuto


Si tratta di un provvedimento di ‪#‎esproprio‬ nei confronti dei fratelli Santucci delle porzioni di loro proprietà ai fini di recupero e di restauro dell’intero fabbricato che il Comune di ‪#‎Navelli‬ ha ritenuto di dover emanare a compimento di un iter iniziato nel 1995 e conclusosi giustappunto durante l’Amministrazione guidata dall’attuale Vicesindaco, malgrado l’annullamento in sede giurisdizionale della pubblica utilità, depositato con sentenza n. 515 del 04.04.1998 del TAR, in pendenza del giudizio di appello al Consiglio di Stato che poi con sentenza n. 3182 del 15.06.2001 ha anch’esso annullato la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera oltre i provvedimenti di occupazione di urgenza.
Ovviamente nessuna spiegazione accompagnata da una qualche documentazione giustificativa è stata fornita al fatto che “in tutti questi anni da parte del Comune di Navelli non si è cercato per le vie ufficiali un accordo con i fratelli Santucci, consistente nel trasferimento della proprietà e l’estinzione di ogni reciproca pretesa in cambio di una somma, considerata la lunga serie di sentenze che hanno visto sempre soccombere il Comune, a cominciare dalla sentenza n. 3182 del 15.06.2001 del Consiglio di Stato a cui è seguita la sentenza n. 1/2007 del TAR Abruzzo che ha annullato anche il provvedimento di #esproprio, prima di giungere, dopo oltre un decennio dalla instaurazione del giudizio civile presso il Tribunale di L’Aquila di cui al n. R.G. 841/2003, definito con declaratoria sul difetto di giurisdizione in Giudice Amministrativo con sentenza emessa n. 89 del 16.02.2011, ad una sentenza nel 2013 dall’esito purtroppo scontato.”

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#‎piedediporco‬ ‪#‎chiacchiericcio‬ ‪#‎eiopago‬

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Evviva


Centro socio sanitario navelliIn data 16.01.2014 ho presentato al Sindaco di #Navelli un’interrogazione, rimasta come al solito inevasa, circa la mancata utilizzazione, a distanza di mesi dalla cerimonia d’inaugurazione, del presidio socio-sanitario realizzato dai #Lions Italiani MD 108 Italy al fine di “ripristinare” i servizi sanitari che erano ubicati presso l’edificio della sede municipale danneggiata dal #terremoto.
Oggi si apprende, dal sito web del Comune, dell’avvenuto trasferimento del servizio di guardia medica dall’area MAP di Navelli alla nuova struttura dove soltanto qualche settimana fa è stato collocato anche il servizio di 118.
Ora spieghi l’Amministrazione ai cittadini per quale ragione tale struttura è rimasta così a lungo inutilizzata e con quale modalità pensa di acquisirla al patrimonio dell’Ente e soprattutto quali sarebbero i relativi costi.

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«La Regione è un sogno che si avvera e un traguardo atteso da tanti anni. Voglio essere un presidente che si farà ricordare per l’operatività e per aver tenuto fede al desiderio e alla voglia di realizzare perché l’Abruzzo vale e diventi grande davvero. Grazie 315.918 volte per averlo reso possibile!» Luciano D’Alfonso

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chiusura d'alfonso 2 Lu teraman a da passá la man - Copia

“Lu teraman a da passà la man”


Oggi, venerdì 23 maggio dalle ore 20,00 a #Pescara in piazza Salotto 

MANIFESTAZIONE DI CHIUSURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DEL CENTROSINISTRA

Germano D’Aurelio in arte ‘Nduccio presenta:
“Mimmo Locasciulli con Alessandro Haber”

Partecipano:
Luciano D’ALFONSO Candidato Presidente Regione Abruzzo
Gian Mario SPACCA Presidente Regione Marche
Paolo Di Laura FRATTURA Presidente Regione Molise

Marco ALESSANDRINI Candidato Sindaco di Pescara
Giovanni LEGNINI Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze
Massimo CIALENTE Sindaco L’Aquila
#inpiazza
“La campagna elettorale è in chiusura.
La scelta di rispettare i miei avversari è una scelta di vita che applico alla mia quotidianità. Io ho le nostre idee e mi impegno per trasformarle in fatti che rendono migliore vivere in questo territorio. Mi sono confrontato e ho raccolto, su queste idee, molti consensi e sono convinto che le cose potranno cambiare se insieme a voi e alla mia squadra lavoreremo con competenza, entusiasmo, tenacia, giorno dopo giorno, senza dimenticare le ragioni per le quali sono stato indicato come rappresentante.
Le ultime settimane sono state esaltanti. La percezione che tutto ciò che avevo immaginato nel mio progetto politico potrà trasformarsi in realtà, si è consolidata via via che incontravo le persone. E’ da questo confronto che ho elaborato che l’illusione si può trasformare in speranza e la speranza in una concreta possibilità. Ci sono delle ore di silenzio che ognuno di noi candidati userà per riflettere e dare un significato ad una scelta che sarà fatta su basi politiche e personali. Forse non sono riuscito a convincere tutti della giustezza delle mie posizioni, sono però soddisfatto di avere avuto il tempo e l’attenzione necessaria ad esporle.
Io sono cambiato.
Sento fortissima su di me la responsabilità di rappresentanza che in molti, mi auguro, mi affideranno e con la stessa partecipazione incontrati ovunque nei giorni scorsi …
E’ un privilegio e comunque andranno le cose, grazie.”
Pierpaolo Pietrucci
#scrivoPietrucci

 

palazzo_santucci_navelli

La condanna


regaloI FATTI DEL COMUNE DI #NAVELLI. Ammonta ad € 315.270,81 la spesa complessiva per l’acquisizione sanante al patrimonio indisponibile dell’Ente della quota appartenente ai fratelli Santucci dell’immobile denominato “Palazzo Santucci” di cui:
- € 304.270,81 quale importo complessivo (indennizzi + interessi risarcitori) in base alla stima effettuata dal Responsabile del Servizio Tecnico ai sensi dell’art. 42bis del D.P.R. n. 327/2001 e s.m.i. e precisamente € 144.197,69 per indennizzo pregiudizio patrimoniale, € 14.419,77 per indennizzo per danno non patrimoniale, € 138.189,37 per interessi a titolo risarcitorio per occupazione senza titolo, € 7.463,98 per risarcimento beni mobili.
- € 5.000,00 quale somma presuntivamente e prudenzialmente determinata per il pagamento degli oneri accessori che dovessero maturare fino all’effettivo soddisfo;
- € 6.000,00 quale somma per le spese legali a favore dei fratelli Santucci, di cui € 5.000,00 per spese di giudizio ed € 1.000,00 per rifusione del contributo unificato.

Ne consegue un debito fuori bilancio pari ad € 239.441,94 così determinato:
- € 228.441,94 quale differenza tra la somma di € 304.270,81 e l’indennità di € 75.828,87 depositata presso la Cassa DD.PP. in quanto non accettata all’epoca dai fratelli Santucci;
- € 5.000,00 quale somma presuntivamente e prudenzialmente determinata per il pagamento degli oneri accessori che dovessero maturare fino all’effettivo soddisfo;
- € 6.000,00 quale somma per le spese legali a favore dei fratelli Santucci, di cui € 5.000,00 per spese di giudizio ed € 1.000,00 per rifusione del contributo unificato.

#piedediporco #chiacchiericcio #eiopago #regalo

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Palazzo Santucci


palazzo_santucci_navelliPer quale ragione la minoranza avrebbe dovuto votare nella scorsa seduta del Consiglio comunale a favore della proposta di deliberazione relativa all’acquisizione sanante al patrimonio indisponibile dell’Ente della quota appartenente ai Sig.ri Santucci dell’immobile denominato “Palazzo Santucci”, la dichiarazione dell’interesse pubblico ed il riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio quando in quattro anni non è stata mai investita della questione, neppure a seguito della #sentenza passata in giudicato n.1060/2013 del #TAR #Abruzzo che ha condannato il Comune di #Navelli al risarcimento dei danni da illegittimo spossessamento permanente?
Non è certo per indifferenza che la minoranza ha scelto di astenersi, come qualcuno ha subdolamente voluto far intendere in quella circostanza, ma soltanto per senso di responsabilità. E è per senso di responsabilità che ha preferito omettere in sede di Consiglio più di una considerazione di merito sulla vicenda sapendo che la deliberazione doveva essere trasmessa alla Corte dei Conti perché così prevede la legge e non per una scelta dell’Amministrazione comunale.
Al di là delle chiacchiere (e di certi deplorevoli atteggiamenti), si spieghi piuttosto ai cittadini perché, durante l’Amministrazione guidata dall’attuale Vicesindaco, malgrado l’annullamento in sede giurisdizionale della pubblica utilità depositato con sentenza n. 515 del 04.04.1998 del TAR, in pendenza del giudizio di appello al Consiglio di Stato che poi con sentenza n. 3182 del 15.06.2001 ha anch’esso annullato la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera oltre i provvedimenti di occupazione di urgenza, si è ugualmente provveduto ad emanare un provvedimento di #espropriazione nei confronti dei fratelli Santucci delle porzioni di loro proprietà ai fini di recupero e di restauro dell’intero fabbricato, se si riteneva che la precedente Amministrazione non avesse agito in maniera corretta.
Si spieghi altresì perché in tutti questi anni da parte del Comune di Navelli non si è cercato per le vie ufficiali un accordo con i fratelli Santucci, consistente nel trasferimento della proprietà e l’estinzione di ogni reciproca pretesa in cambio di una somma, considerata la lunga serie di sentenze che hanno visto sempre soccombere il Comune, a cominciare dalla sentenza n. 3182 del 15.06.2001 del Consiglio di Stato a cui è seguita la sentenza n. 1/2007 del TAR Abruzzo che ha annullato anche il provvedimento di #esproprio, prima di giungere, dopo oltre un decennio dalla instaurazione del giudizio civile presso il Tribunale di L’Aquila di cui al n. R.G. 841/2003, definito con declaratoria sul difetto di giurisdizione in Giudice Amministrativo con sentenza emessa n. 89 del 16.02.2011, ad una sentenza nel 2013 dall’esito purtroppo scontato.
#piedediporco #chiacchiericcio #eiopago

Di seguito la stima di quanto dovuto ai fratelli Santucci effettuata dal Responsabile del Servizio Tecnico ai sensi dell’art. 42bis del D.P.R. n. 327/2001 e s.m.i.

Indennizzo pregiudizio patrimoniale € 144.197,69
Indennizzo per danno non patrimoniale € 14.419,77
Interessi a titolo risarcitorio per occupazione senza titolo € 138.189,37
Risarcimento beni mobili € 7.463,98
Importo complessivo: indennizzi + interessi risarcitori: € 304.270,81

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arbitroSe prima mi interessavano i chiarimenti forniti al Prefetto di #Laquila sulla mancata #pubblicazione degli allegati prodotti nella seduta consiliare del 19.04.2013, adesso sono proprio curioso di sapere cos’altro il Sindaco di #Navelli ha scritto in quella nota che ad un consigliere comunale non è dato conoscere, sebbene titolare del diritto di accesso a tutti i documenti dell’Ente.

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