Il saluto del Sindaco di #Laquila Massimo Cialente

Carissime Aquilane, carissimi Aquilani,

il Consiglio Comunale ha di fatto ultimato i suoi lavori e la Giunta, in questi ultimi giorni prima delle elezioni dell’11 giugno, si riunirà unicamente per approvare le delibere urgenti e ancora rimaste in sospeso. E’ venuto dunque il momento di congedarmi da tutte e tutti voi come Sindaco dell’Aquila, evitando anche la frenesia degli ultimi giorni della campagna elettorale.

Il periodo che ho scelto non è casuale. I maligni subito diranno: “perché è il giorno del tuo compleanno”. Non è certamente questa la ragione. In realtà, in questi giorni di 10 anni fa venivo proclamato per la prima volta Sindaco dell’Aquila, l’onore più grande che un cittadino possa ricevere! E dunque, nell’“anniversario” del secondo e ultimo lustro da Primo Cittadino, voglio partecipare il mio saluto più affettuoso alle mie concittadine e ai miei concittadini. Un saluto che si aggiunge al ringraziamento più sentito per aver tenuto duro in questi dieci anni, i più difficili della storia contemporanea dell’Aquila; per aver tratto dalla tragedia una forza straordinaria; per non aver lasciato quella che era e che è la città più bella del mondo nonostante le ferite e che tornerà a essere più splendente che mai.

Gli incurabili pessimisti, che avevano pronosticato la sciagura di una vera e propria diaspora degli Aquilani, sono stati seccamente smentiti dai dati Istat, che ci dicono che a fronte di una popolazione residente di 66.694 abitanti alla fine del 2010 (seimila unità perse rispetto al 2009, per motivi facilmente immaginabili), alla fine del 2016 nel territorio risiedevano 70.202 persone. Le Aquilane e gli Aquilani ci sono. E ci saranno sempre.

La fine di un percorso comporta necessariamente un bilancio dell’attività svolta. Non intendo tediarvi in queste poche righe. Nella pagina del Sindaco del sito internet del Comune è pubblicato il Report di tutto quanto è stato fatto dall’Amministrazione in questo secondo mandato. Si tratta di un aggiornamento pubblicato il 20 aprile del diario che era già stato inserito sul web al termine di dicembre 2016 e che avevo preannunciato nel corso del messaggio di fine anno andato in onda sulla Web Tv del Comune. Non è la Relazione obbligatoria per legge – anch’essa, ovviamente, presente sul portale – ma una sua sintesi realizzata in modo discorsivo, che ho scritto cercando di evitare quel linguaggio ostico e burocratico che inevitabilmente appartiene a un documento i cui canoni sono prescritti dalla normativa. A quel documento rimando tutte e tutti voi, come ho già fatto in passato.

Come ho spiegato altre volte, in quel Report (per inciso, nella stessa pagine del web del Comune troverete anche quello del primo mandato, redatto nel 2012) è contenuto il frutto di un lavoro andato avanti per questi ultimi cinque anni, per la cui realizzazione ringrazio i miei collaboratori politici e amministrativi, i dirigenti e il personale tutto del Comune e, ribadisco, le Aquilane e gli Aquilani, vere e veri protagonisti dell’Amministrazione Civica. Quindi anche tutte le altre Istituzioni, associazioni, uomini e donne dello Stato, forze dell’ordine. Spero di essere riuscito a far trasparire e far comprendere quale è stato il faro, l’indirizzo, la filosofia stessa del mio, del nostro amministrare e guidare la città in questi difficilissimi, drammatici anni.

Lascio a tutti voi un grande progetto, quello che mi è sempre piaciuto chiamare il grande puzzle, il grande mosaico, fatto da tante piccole tessere, che sono le iniziative intraprese, già realizzate, in corso, appena avviate, ma pressoché tutte già finanziate, che una volta completate faranno della città, ne sono certo, una fra le prime 50-70 d’Europa. L’Aquila città della conoscenza, della formazione, dell’alta formazione, della ricerca nei nuovi campi delle più moderne tecnologie. L’Aquila città delle imprese ad alta tecnologia, nei campi con maggiori prospettive future. L’Aquila città smart, facile da vivere, dall’alta qualità della vita. L’Aquila capitale dell’Appenino, con uno dei centri storici più belli e moderni d’Europa, destinata, finalmente, ad un grande sviluppo turistico. L’Aquila città della cultura e dei servizi di qualità. Nonostante il sisma, nonostante i ritardi, parte di questo sogno già si sta realizzando.

Ancora pochi anni di sacrificio, ed il puzzle sarà completato. Poi, giorno per giorno andrà arricchito, ampliato. Questo è il messaggio che vorrei lasciare soprattutto alle giovani ed ai giovani aquilani, ed a coloro che, scoprendo la nostra città ed il nostro comprensorio, decideranno di costruire qui il loro progetto di vita. Credeteci! Realizzate voi il vostro futuro, in questa terra meravigliosa.

Prima di congedarmi lasciatemi ringraziare la mia Famiglia: mia moglie Donatella, i miei figli Fabrizio, Alessandro, Federico, mio padre. A loro ho sottratto tempo, cura ed attenzione, ma anche gli altri miei familiari hanno pagato, addirittura persino con pesanti attacchi personali. Li ringrazio perché mai mi hanno fatto pesare le mie continue assenze o le pesanti conseguenze che subivano. Mi hanno sempre incitato ad andare avanti, nonostante tutto. Anche loro veri aquilani.

Ce l’abbiamo messa tutta. Certo, abbiamo commesso errori, siamo arrivati in ritardo su alcune cose, arrancato in altre. Ma sarete voi a dare il giudizio sulla bontà del nostro operato: se abbiamo lavorato bene o male, se abbiamo fatto tanto o poco. L’unica cosa che posso dirvi, che posso giurarvi, è che abbiamo sempre agito in scienza e coscienza. A tutti voi il mio augurio, rivolto anche a me stesso, è che i futuri amministratori ci mettano lo stesso spirito di servizio, lo stesso amore, la stessa passione. E una volta tornato a essere Massimo e basta (ruolo che mi piace tantissimo), quando ci incontreremo per un caffè, per una passeggiata o in una manifestazione, dopo aver letto quel Report, fatemi avere la vostra valutazione, serena e oggettiva.

C’è sempre tanto da imparare, soprattutto dalle Aquilane e dagli Aquilani. Nel ringraziarvi per l’affetto che in tanti, anche in queste ore, mi ha sempre circondato, e tanto aiutato, vi rinnovo il saluto più caro.

L’Aquila, 1 giugno 2017

Massimo Cialente

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