Civitaretenga (AQ) 23_12_2010 005

E adesso?


Dopo il sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo, il Governo emanò il decreto-legge 28 aprile 2009 n. 39, convertito in legge n.7 7 del 24 giugno 2009 (“Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella Regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile”). L’art.14, comma 5-bis, di detto decreto-legge prevedeva che gli interventi di ricostruzione dei centri storici delle città fossero coordinati attraverso l’adozione di Piani di Ricostruzione (PdR).
Il decreto del Commissario straordinario n. 3/2010 intervenne a specificare che cosa si intendesse per “Piano di ricostruzione”. Secondo il decreto commissariale, i Piani di Ricostruzione dovevano individuare, tenuto conto delle risultanze della microzonazione sismica e degli esiti delle valutazioni di agibilità, gli interventi idonei a garantire la migliore sicurezza delle costruzioni, rilevare lo stato dei luoghi attuale e tenere conto, ove possibile, di quello preesistente agli eventi sismici.  
Poiché molti Comuni non avevano in organico le figure tecniche necessarie, si rivolsero alle Università, stipulando con esse o con Enti pubblici di ricerca delle convenzioni, per l’affidamento dell’incarico della redazione dei Piani di Ricostruzione dei centri storici.
Nel dicembre 2010 il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) inviò una diffida ai Comuni dell’area interessata dal terremoto, diffidandoli dal procedere all’affidamento di tali attività tramite accordi con le Università che non fossero rispettosi delle prescrizioni del d.lgs. 12 aprile 2006 n.163 (Codice dei contratti pubblici).
Alla data del 31 agosto 2012 sono stati adottati 39 Piani di Ricostruzione, che interessano due Province e si riferiscono a 31 Comuni. Alla stessa data sono pervenute all’Ufficio Coordinamento Ricostruzione 31 bozze di Convenzioni tra 37 Comuni del cratere ed Università italiane od enti pubblici di ricerca (aventi per oggetto l’affidamento dell’incarico a svolgere attività di supporto relative allo studio, all’analisi e alla progettazione per la predisposizione da parte dei sindaci dei Piani di ricostruzione, mentre 5 di esse riguardano l’esecuzione delle indagini geologiche, geomorfologiche e sismologiche propedeutiche alla ricostruzione medesima).
Il CNI ha quindi provveduto ad impugnare dinanzi al TAR competente alcune delibere di approvazione delle convenzioni per la redazione dei Piani di Ricostruzione. In particolare, sono state contestate le convenzioni aventi ad oggetto lo studio, l’analisi ed il progetto per la ricostruzione dei centri storici dei Comuni di Castelvecchio Subequo (AQ) e Barisciano (AQ), tutte per importi superiori alla soglia comunitaria. E’ stata messa in discussione, essenzialmente, la possibilità di affidare senza gara pubblica determinati servizi, dietro corrispettivo, qualora l’affidatario sia una pubblica amministrazione, in particolare una Università.
La questione è finita dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, a seguito dell’ordinanza n. 476 del Tar Abruzzo, sede di L’Aquila, di rinvio pregiudiziale alla Corte, datata 17 luglio 2012.
Il Tar si chiede (aderendo alla posizione del Consiglio Nazionale) se convenzioni quali quella conclusa tra i Comuni e le Università nel caso di specie contrastino con la direttiva appalti (“Anche questo TAR sospetta che, nel caso in esame, osti alla conclusione di un contratto come quello oggetto del contendere la direttiva n.2004/18/CE, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi..”), ritenendo la questione rilevante e non manifestamente infondata. 
Inoltre, l’art.91, comma 8, del Codice dei contratti pubblici vieta “l’affidamento di attività di progettazione…..e attività di supporto a mezzo di contratti a tempo determinato o altre procedure diverse da quelle previste dal presente codice”.
In attesa della pronuncia del TAR, in data 7  novembre 2012 il CNI ha trasmesso un dettagliato esposto all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, chiedendo l’apertura di un’istruttoria sulla problematica.
Un altro esposto è stato depositato presso la Corte dei Conti.
Successivamente è stata pubblicata la sentenza Corte di Giustizia dell’Unione Europea 19 dicembre 2012, causa C-159/11, sulla necessità per le pubbliche amministrazioni di seguire procedure concorsuali – e non l’affidamento diretto, senza gara – per l’affidamento alle Università dei servizi di progettazione. In seguito l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, Direzione Generale Vigilanza Lavori Servizi e Forniture, ha trasmesso ai legali dell’ordine degli ingegneri in data 15 marzo 2013, apposita comunicazione di avvio di una istruttoria nei confronti di 36 Comuni del Cratere del terremoto, a seguito della segnalazione del CNI, con riferimento ai Piani di Ricostruzione e alle relative convenzioni stipulate dai Comuni stessi. Con essa le stazioni appaltanti sono state invitate a fornire chiarimenti ed informazioni sulle convenzioni in oggetto, trasmettendone copia, assieme ad una dettagliata relazione illustrativa, comprensiva delle informazioni sullo stato di attuazione della convenzione tra Comune ed Università o Ente di ricerca.

Da ultimo, la Corte di Giustizia Europea ha emesso in data 20.06.2013 l’ordinanza giudicando così illegittimi gli incarichi diretti che i Comuni del cratere hanno affidato ad alcune Università italiane per la redazione dei Piani di Ricostruzione. L’ordine degli ingegneri di Teramo ha già inviato una diffida indirizzata, tra gli altri, al presidente Chiodi e al responsabile dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere Paolo Esposito, affinché vigilino per far rispettare la sentenza.

ALLEGATI :

  1. Art.14 decreto-legge n.39/2009 (come convertito dalla L. n.77/2009)
  2. Comunicazione di avvio istruttoria, numero 29195 del 15/03/2013, dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture
  3. Nota 09.01.2013 di invito ai Comuni del cratere ad attivare procedure di autotutela, diffida e messa in mora diffida ai Comuni del cratere per i piani di ricostruzione dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 19.12.2012
  4. Ordinanza della Corte (decima sezione)
  5. Nota prot. 1329 del 4 luglio 2013 – Sisma Abruzzo 06/04/2009 – piani di ricostruzioni – affidamento alle Università e/o Enti Pubblici – richiesta di applicazione del principio di autotutela – diffida – richiesta danni – richiesta attività di vigilanza
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