ombrina mare

Petrolio a casa nostra


“Abruzzo/Ombrina Mare, in 400 per dire no.
E la lettera del Ministero è ufficialmente scomparsa”

 

ABRUZZO. «La posta arriva in Regione, la Regione è enorme, ma da un controllo nel protocollo questa lettera non c’è». Nel corso dell’incontro organizzato da Wwf e Confcommercio a Chieti Scalo, il presidente Gianni Chiodi ha ribadito ancora una volta che la lettera inviata dal ministero con la quale si chiedeva all’Ente di esprimere un parere su Ombrina Mare non è mai arrivata. Di sicuro la lettera è stata protocollata a luglio ma a questo punto o non è mai stata spedita o si è persa per strada. Chiodi ha invitato tutti a non pensare a manovre occulte e ha letto la risposta del direttore del settore Ambiente, Antonio Sorgi, che ha compiuto materialmente la ricerca. «Lo conoscete bene», ha sottolineato Chiodi. Sorgi è infatti il presidente del comitato valutazioni d’impatto ambientale e in questi anni si è occupato di tanti progetti contestati, particolarmente impattante per l’Ambiente. Qualcuno ha gridato dal pubblico: «dimissioni!» «Ma quali dimissioni», ha replicato Chiodi. «Volete capire che questo documento non è mai arrivato? Il protocollo non lo fanno i politici, lo fanno i dipendenti; non è che io sto lì ad aprire la posta e decido questo lo protocollo e questo no. La posta è una cosa seria». Da una ricerca nel sistema informatico con le chiavi di ricerca ‘ombrina’, medoil’, ministero Ambiente’, il documento non è saltato fuori, dunque non c’è. A questo punto anche un eventuale ricorso al Tar contro il decreto del Ministero potrebbe avere un risultato quasi scontato.
Sempre Chiodi ha annunciato che giovedì prossimo incontrerà a Roma il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, per conoscere i termini della vicenda legata all’autorizzazione e per esprimere il proprio dissenso a questa operazione. All’incontro di ieri hanno partecipato oltre 400 persone assieme a una larga parte dei parlamentari eletti in Abruzzo (c’erano Razzi, Di Stefano, Legnini, Vacca, Sottanelli), all’arcivescovo Bruno Forte, al presidente della Regione Gianni Chiodi, al presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio e a tanti rappresentanti di istituzioni e associazioni. Tutti hanno espresso la fortissima e unanime contrarietà al progetto Ombrina mare. «E’ evidente», ha sottolineato il presidente del Wwf, Dante Caserta, «che vi è una vera e propria sollevazione della cittadinanza abruzzese e dei suoi rappresentanti contro questo megaprogetto petrolifero che mette a rischio il futuro della Regione e del mare Adriatico». Un forte richiamo alla difesa dei beni comuni e un appoggio alla lotta dei cittadini è arrivato dal vescovo Forte che ha aperto la serie di interventi, seguito da quello delle tante associazioni presenti. Dai rappresentanti delle Istituzioni, dai diversi parlamentari al presidente della Regione Chiodi, dai consiglieri regionali ai sindaci e amministratori delle più diverse forze politiche sono arrivati diversi impegni.
Tra questi ricordiamo il ricorso al Tar, la richiesta di incontro con i ministeri competenti per bloccare l’iter, la convocazione della Conferenza Stato-regioni per trattare la questione dello sfruttamento degli idrocarburi in mare, la stesura di una proposta di legge da far votare al Parlamento. Intanto è stata già fissata la manifestazione unitaria che si terrà il 14 aprile sulla costa.
«Prendiamo atto degli impegni presi dai nostri politici e vigileremo affinché dalle parole si passi ai fatti», ha detto invece il presidente provinciale di Confcommercio Chieti Angelo Allegrino. «La Costa dei Trabocchi è uno dei gioielli della nostra regione. Non permetteremo che tutti i progetti di rilancio turistico di questa zona siano messi a repentaglio da una piattaforma petrolifera». Per Renato De Nicola di Abruzzo social Forum bisogna stabilire chi è contro di noi: «non ci sono solo i petrolieri ma lobbies precise a Roma. Questo territorio deve schierarsi contro il petrolio. Dobbiamo creare una alleanza sociale. La cosa più grave non è solo che vogliono petrolio ma la cosa grave è tutto quello che non ci dicono». «Stanno mettendo sotto i piedi la democrazia del nostro paese per il profitto», ha denunciato il presidente del comitato per l’Ambiente di Sulmona, «la sovranità è del popolo e il popolo ha detto che questo impianto non lo vuole. Non sappiamo se sia vero che la Regione non ha espresso un parere. Ma per quanto riguarda la centrale Snam Chiodi è sicuramente il principale responsabile. E’ stato ed è latitante».

da PrimaDaNoi.it - 02/03/2013

via Abruzzo/Ombrina Mare, in 400 per dire no. E la lettera del Ministero è ufficialmente scomparsa – PrimaDaNoi.it.

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