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Ancora off-limits


«Caro Ministro Barca,
a quando la “roadmap” della ricostruzione per il centro storico di Civitaretenga che dopo quattro anni dal terremoto ed ingenti somme di denaro pubblico spese per la messa in sicurezza degli edifici è ancora off-limits?»
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Intanto, nella giornata di ieri, il Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente sulla sua pagina facebook ha scritto:
“Con il Ministro Barca, l’assessore Di Stefano ed io abbiamo pensato di  presentare il 21 marzo l’avvio della ricostruzione del centro storico. Sapete tutti che solo da qualche mese (settembre 2012) il Commissario Chiodi e Fontana sono finalmente andati via, ed ora la responsabilita della ricostruzione è nelle mani dei singoli comuni. Ciò sta avvenendo quindi, considerando il passaggio delle consegne e l’iter che lo regola, in questi giorni. Da mesi e mesi comunque il comune si sta preparando, con una serie di inziative e scelte, alcune delle quali in verità proponemmo anche a Chiodi e Fontana, ricevendone un diniego. Prima di dire come abbiamo deciso di procedere vorrei esporre il quadro della situazione della ricostruzione privata. Ad oggi alla filiera, nel solo comune dell’Aquila, sono pervenute 19.638 domande di finanziamento. Come ricorderete la filiera, con l’avvio del commissariamento di Chiodi, passò dal controllo del comune a Fontana e Chiodi stesso, con il comune dell’Aquila estromesso da qualsiasi decisione in merito all’organizzazione del lavoro della stessa. Da ciò nacque la decisione che la filiera esaminasse solo i progetti presentati entro il 31 agosto 2011, successivamente sino al 30.9.2012. Attualmente quindi la filiera ha ancora da esaminare circa 1050 progetti, per i quali è in corso il solito percorso delle integrazioni che vanno e vengono. Ci è stato assicurato che  queste pratiche saranno chiuse entro il 30 aprile 2013.4000 è emerso un dato preoccupante. Alla Fintecna sono stati presentati altri 362 progetti per E della periferia  che, essendo stati consegnati dopo il 30 settembre, non verranno mai presi in considerazione. A queste si aggiungono altre 1400 pratiche relative ad edifici del centro storicho che la filiera ha deciso di non processare. Questo vuol dire che abbiamo quasi 1800 pratiche nel limbo. Presto pubblicheremo l’elenco di queste, ma già oggi i singoli proprietari, conoscendo la data di presentazione delle E della periferia, possono sapere se rientrano tra le 362, mentre per quanto riguarda il centro storico, tranne alcune delle cosidette aree a breve, posso affermare che sicuramente la filiera non le esaminerà.
Cosa consigliamo allora a questi cittadini? La scorsa settimana la giunta ha deliberato l’adozione della scheda paramentrica, che permetterà di avviare un percorso molto più rapido per l’approvazione delle richieste di finanziamento. La scheda parametrica di fatto sostitirà il lungo iter che si svolge attualmente presso Cineas. Una volta esaminata la scheda parametrica il progetto verrà sottoposto alla commissione pareri, una sorta di conferenza dei servizi permanente, che rilascierà il finanziamento definitivo. Riteniamo in questo modo, a regime, di poter rilasciare il contributo stesso entro 90 giorni. Consigliamo quindi ai proprietari e progettisti di queste 1800 pratiche, di integrare la domanda con la scheda paramentrica, in modo da poter rientrare in questa nuova procedura, tra l’altro molto più rapida. Nella prima fase si andrà in parallelo, pratiche centro storico, E della periferia (dovrebbero essere intorno ai 40-45 edifici complessivamente), dopo di che si andrà avanti esclusivamente con le E del centro storico.
A questo punto giustamente i cittadini si domanderanno con quali criteri di priorità si affronterà l’esame delle pratiche già presentate per i centri storici, vale a dire le 1400, nonchè di quelle che arriveranno sin dalla prossima settimana. Ci sarà una decisione del Consiglio Comunale. La proposta della Giunta è la seguente. Anzitutto i progetti rientranti nell’asse centrale, così come deciso dal Consiglio Comunale oltre un anno e mezzo fa. L’asse centrale è un’area vasta che va dalla fontana luminosa alla Villa Comunale, racchiudendo pressapoco gli edifici ricompresi tra via delle grazie e via Cavour, un grande rettangolo. Poi assumerà, come criterio di esame per quelli al di fuori di questo perimetro, come è giusto che sia, il criterio cronologico, con un fattore di correzione, che possiamo definire di cantierabilità. Canteirabilità intesa non solo come possibilità di far coesistere più cantieri edili nella stessa area, ma anche come completamento di interventi per aree. Faccio un esempio. Prendiamo una piazza, es piazza San Marciano. Se per l’ordine cronologico si esaminano tre progetti su cinque aggregati che affacciano sulla piazza stessa, tanto vale esaminare anche gli altri due, al fine di essere certi che nel giro di due o tre anni, vale a dire i tempi di lavoro necessari, riavremo la piazza completamente restituita alla collettività. Per le frazioni la priorità sara legata alla necessità di restituire un minimo di tessuto sociale ed economico, oltre al riferimento all’entità del danno. E’ chiaro che la prima da ricostruire sarà allora Onna, andata completamente distrutta. Credo che in questo modo e con queste procedure sarà possibile ricostruire presto e bene.
Ho voluto scrivere queste cose perchè avverto bene in città il clima di scoramento che coinvolge molti cittadini per i ritardi pesanti della ricostruzione. Lo scoramento, sia che sfoci in rabbia o che sbocchi in rassegnazione (ancora più grave), non è utile. Anzi è il vero pericolo per tutti noi, chiamati ad un gravoso e decisivo compito, quale è quello di ricostruire una intera città. E’ vero che si sono persi almeno due anni, forse due anni e mezzo. Ma ormai è inutile guardare dietro. Non voglio più neanche parlare di responsabilità dei ritardi. Tra qualche anno credo che la storia, che certo andrà scritta di questa drammatica ed unica vicenda che è la tragedia aquilana, farà giustizia, e permetterà di ricostruire ed analizzare tutto. Ora guardiamo avanti. Fra due settimane rentrerà finalmente il personale nei comuni e partirà l’ufficio speciale. Si avvierà così l’iter di esame delle pratiche come spiegavo e finalmente vedremo i cantieri. Da li, edificio per edificio, su totem con la pianta della città, segneremo ogni mese il conto alla rovescia dei lavori. Questo ci restituirà forza e voglia di andare avanti.”
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