Comunicato dei comitati cittadini per l’ambiente


CHIODI SI PROSTRA DAVANTI AL GOVERNO NAZIONALE

Il Governatore Chiodi rinuncia a difendere il territorio regionale e i diritti degli abruzzesi. Dando prova di totale subalternità al volere del Governo Monti-Passera, la Giunta regionale non si è opposta all’impugnazione, davanti alla Corte Costituzionale, della legge regionale n.28 del 19 giugno 2012 e i termini sono ormai scaduti! Tale legge, approvata con voto unanime dal Consiglio Regionale lo scorso 5 giugno, sancisce l’incompatibilità tra grandi oleodotti e gasdotti, con annesse centrali di compressione, ed aree altamente sismiche.  La legge, inoltre, stabilisce che in  tali casi la Regione neghi l’intesa con lo Stato.

Rinunciare a costituirsi presso la Corte Costituzionale in difesa della legge significa dare campo libero al Governo nazionale il cui disegno è molto chiaro: svuotare le Regioni di ogni potere decisionale nel settore energetico. Quella dell’energia è una materia per la quale la Costituzione (art.117) stabilisce la competenza concorrente dello Stato e delle Regioni: quindi le Regioni hanno titolo ad esprimersi e a negare l’intesa  su progetti non condivisi. Nel caso del mega-gasdotto della Snam, destinato a sconvolgere l’intera dorsale appenninica e della centrale di compressione prevista a Sulmona, la mancata definizione dell’intesa comporterebbe la necessità di studiare per sei mesi una soluzione alternativa (art.52 quinquies della legge n. 327 del 2001).

Chiodi, con il suo comportamento acquiescente nei riguardi dei Governo nazionale e della Snam, viene meno ai suoi compiti e manca di rispetto al Consiglio Regionale che ha votato, oltre alla legge, anche due risoluzioni rimaste, a tutt’oggi, totalmente inapplicate. Non solo, ma il Governatore della Regione, pur di spianare la strada al devastante progetto della Snam, il 10 maggio scorso, insieme all’Assessore Di Dalmazio e al Dirigente Sorgi è andato a Roma a sostenere l’incredibile tesi secondo cui il gasdotto Sulmona-Foligno e la centrale di compressione sono “opere di urbanizzazione”, per cui non necessiterebbero di compatibilità urbanistica!

Ormai siamo di fronte al totale annullamento della democrazia. Le decine di delibere e risoluzioni votate da tutte le Istituzioni ( Comuni, Province, Regioni, fino alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati) sono considerate carta straccia.

A decidere sono solo i poteri forti, e cioè i potentati economici e finanziari che fanno prevalere i loro interessi su diritti fondamentali, costituzionalmente tutelati, come quello alla salute, alla sicurezza, alla difesa dell’ambiente e del territorio.

La cosa più vergognosa è che tra coloro che sono stati eletti per difendere tali diritti c’è chi si schiera, invece , dalla parte di chi li sta soffocando. Eppure non mancano, in Italia, esempi di comportamenti ben diversi come quello del Governatore dell’Emilia-Romagna Errani che in aprile, cioè un mese prima del terremoto, ha negato l’intesa con lo Stato sul deposito sotterraneo di gas a Rivara, nel Comune di San Felice sul Panaro (Mo). Di fronte al deciso “no” della Regione, motivata proprio con il rischio sismico, il Governo nazionale ha annunciato che il progetto non sarà più realizzato.

Ma i diritti costituzionali non valgono sull’intero territorio nazionale? O i cittadini abruzzesi sono figli di un Dio minore?

Sulmona, 19/10/2012

Comitati cittadini per l’ambiente

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